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Pagina 1 di 2 “Ricordare la strage di Malga Sasso, avvenuta il 9 settembre 1966, nella quale persero la vita tre finanzieri, tra cui uno di lingua tedesca, il vicebrigadiere Eriberto Volgger, per costruire una memoria altoatesina che sia almeno riconosciuta”. Ad affermarlo è il consigliere del Pdl Mauro Minniti che domani mattina , in occasione dell'anniversario dell'eccidio, si porterà a Malga Sasso per rendere omaggio alla stele che ricorda l'attentato che 43 anni orsono portò sangue e morte nella località montana a poche centinaia di metri dal confine del Brennero.
Anche per Malga Sasso, come è ormai d’uso per altre circostanze purtroppo, c’è chi vorrebbe riscrivere la storia, magari cancellando le sentenze dei tribunali che accertarono, nel caso specifico, che fu una bomba ad alto potenziale a devastare la casermetta della Guardia di Finanza, atto per il quale i quattro imputati Klotz, Kofler, Larch e Rainer - assolti in primo grado per insufficienza di prove dall'accusa di aver provocato la strage - vennero condannati nel processo d'appello sette anni dopo, ad eccezione di Georg Klotz nel frattempo spirato, ma ritenuto al pari degli altri colpevole dal tribunale stesso. *** “In anni in cui – aggiunge Minniti - viene richiesta la grazia per i terroristi che hanno seminato morte e violenza, a me piace ricordare le vittime, persone che, con il senso dello Stato, l’amore per la Patria e per la democrazia hanno messo a rischio la propria vita, fino al sacrificio. In questo contesto, anche quest'anno, come per me è diventata una doverosa e piacevole consuetudine ormai da un quinquennio, salirò verso i ruderi di quella che fu la casermetta della Guardia di Finanza per celebrare quel sacrificio che avvenne nell'anno più terribile del terrorismo in Alto Adige, quello che costò il maggior numero di vittime richieste ai servitori dello Stato." In quel decennio a cavallo degli anni 50/60 in cui la Provincia di Bolzano diventò campo di battaglia per i separatisti, in tutto furono 17 le vittime. “Si tratta di storia locale che mi auguro quanto prima possa essere reintegrata nelle coscienze della società altoatesina; serve un percorso che favorisca la consapevolezza di quei tempi, ed ad esso devono contribuire anche e soprattutto le Istituzioni come le scuole affinchè possa avviarsi, finalmente, quella condivisione della storia che tutti auspicano”. www.pensareilpdl.it
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*** si allega estratto della sentenza di appello di oltre 200 pagine che giustifica la condanna già pubblicata nel libro “Martiri Invisibili” dello stesso M. Minniti: “concludendo questa parte di un giudizio indubbiamente difficile e complesso ma che alla luce di una minuziosa analisi è divenuto inequivocabile, la Corte può affermare in piena coscienza il suo convincimento in ordine alla colpevolezza del Kofler, del Larch, del Rainer, (oltre che del Klotz, nei confronti del quale con separata sentenza si è dichiarato non doversi procedere essendo i reati ascrittigli estinti per morte) per i delitti inerenti ai fatti di Malga Sasso.”
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