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MAPPARE I CAVI AEREI PER GARANTIRE LA SICUREZZA DEL VOLO – DOPO L’ELISOCCORSO CADUTO, MINNITI CHIEDE |
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martedì 22 settembre 2009 |
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Pagina 1 di 2 Realizzare una cartografia aerea provinciale per una maggiore sicurezza del volo aereo e ad ala rotante in montagna; lo chiede il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti sottolineando come “l’assenza di questo strumento fondamentale ha da sempre rappresentato un problema tuttora irrisolto per quel che concerne la presenza soprattutto nelle valli di ostacoli aerei non segnalati che rendono difficile il movimento dei velivoli a bassa quota”. Nonostante esista, infatti, una disposizione emanata negli anni scorsi dall’assessorato agricoltura, con la quale si invitavano soprattutto i contadini di voler comunicare la posa in essere di cavi sospesi, la direttiva oltre a risultare disattesa non è stata utilizzata per la predisposizione di una cartina ad hoc.
“A pagarne le spese – lamenta ancora Minniti - sono, però, i piloti del soccorso che quotidianamente si devono confrontare con questa realtà in continua evoluzione, difficile da monitorare senza regole non solo precise, ma anche rispettate”. I cavi sospesi, secondo la normativa nazionale debbono essere segnalati con appositi colori che dovrebbero balzare subito agli occhi dei piloti che, difatti, lamentano enormi lacune e pericoli in proposito. Ma la realtà è ben diversa perché gli operatori del settore si devono affidare al passa parola ed alle loro capacità visive. “Una situazione inconcepibile – commenta ancora l’esponente del PdL -soprattutto per chi, ogni giorno, è chiamato a sostenere operazioni di soccorso, impegnative e rischiose. I cavi sospesi, infatti, nascono dalla sera alla mattina senza segnalazione alcuna. E questo è stato dimostrato nell’ultimo grave incidente verificatosi nelle Dolomiti bellunesi nello scorso mese di agosto quando un elicottero della protezione civile mentre stava effettuando una missione di soccorso é incappato in uno di questi fili sospesi e non segnalato sfracellandosi al suolo. Ostacoli peraltro ben visibili dal suolo mentre risultano pressoché invisibili dall’alto”. Pericoli reali quelli che denuncia Minniti come i piloti e che si accentuano nella nostra provincia data la presenza di duemiladuecento impianti funiviari, molti dei quali piccolissimi utilizzati solamente per il trasporto di materiali ai masi di montagna. Una situazione, dunque, chiaramente carente a livello provinciale la cui normativa è stata affidata alle singole Regioni e Provincie autonome.
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